martedì 16 dicembre 2008

Carne alla diossina

Inceneritori e diossine negli alimenti Da dove viene la diossina nella carne? Ci dicono dai mangimi. E nei mangimi come ci arriva? Solo, "accidentalmente" da olii contaminati? E gli animali contaminati dove vanno a finire? Chi ci assicura che non diventeranno nuovi mangimi direttamente o ancor più con l'incenerimento? La notizia che anche questa volta non è stata data nella vicenda dei "maiali (e non solo) alla diossina" è che la diossina proviene per la maggior parte dall'incenerimento di rifiuti urbani, ospedalieri ed industriali. Da qui la follia di di volere costruire nuovi inceneritoried ampliare quelli esistenti con la inevitabile conseguenza di aumentare la diossina che va a finire nei nostri piatti. Medicina Democratica ribadisce la sua assoluta contrarietà a questi impianti nocivi, costosi ed assolutamente inutili Medicina Democratica denuncia, inoltre, come pericoloso il consumo di alimenti di qualsiasi tipogià contaminati essendo la diossina un contaminante persistente che si accumula nei viventi. In particolare non esiste una esposizione "accettabile" alle diossine o ad altri inquinanti cancerogeni al di sotto della quale non vi sia rischio per le persone. Il Comitato Direttivo di Medicina DemocraticaFirenze 14 dicembre 2008 www.medicinademocratica.org

lunedì 15 dicembre 2008

Lettera a Beppe grillo da Taranto

Caro Beppe,
siamo giunti all'epilogo.
Un cielo di piombo si chiude come un sipario su Taranto. La strage degli innocenti è compiuta. Abbiamo assistito all’ultimo atto di una tragedia. Il 10 Dicembre sono venuti a caricare le pecore e le capre in tutte le masserie degli allevamenti coinvolti. Siamo giunti all’epilogo del lavoro di una vita… nei nostri ovili ora rimbomba un silenzio assordante, intriso di dolore. Il dolore nostro e dei nostri animali che, generosi fino all’ultimo istante, sono saliti sui camion della morte pronti a sacrificare la loro vita per salvare la nostra. Sinceramente immaginavamo tutti una conclusione diversa. Una giornata pesante come le nuvole che hanno accompagnato le operazioni…l’assenza della città e la presenza della forza pubblica hanno mortificato ciò che restava di una speranza. La giornata è passata e questa mattina alle quattro ci siamo avviati verso il macello per accompagnare i nostri animali, per continuare a vivere la loro tragedia, che è anche la nostra! Sì, è anche la nostra, ma non soltanto come famiglia, perché interessa Taranto e tutte le persone che di Taranto non sono. Non rendiamo inutile questo sacrificio! A noi oggi piace pensare che questi animali possano diventare un simbolo, non dell’ennesima ingiustizia ma del risveglio della coscienza collettiva troppo a lungo assopita. E in questo senso continueremo ad adoperarci.
A livello personale non ci arrendiamo, siamo abituati a non arrenderci, proprio come la nostra città! Non ci arrendiamo e siamo disposti a rispettare le leggi e a pagare in prima persona come abbiamo fatto finora. E adesso? Da generazioni facciamo questo lavoro, vorremmo avere di nuovo il nostro gregge. Ci hanno detto che nessuno ce lo impedisce, ma fra un anno o due se non bonificano i terreni e non controllano l’origine della diossina questa sarà trovata ancora una volta nel corpo dei nostri animali. Ancora, ci hanno detto che potremmo nutrirli con i mangimi già pronti come se questi fossero veramente esenti da rischi (i maiali irlandesi contaminati non erano forse nutriti secondo queste modalità?). Chiediamo dunque delle direttive chiare, in attesa di ricevere quanto prima, l’obolo per noi stanziato appena sufficiente e comunque necessario “come il pane” per tirare avanti. Vogliamo che chi di dovere si assuma politicamente le proprie responsabilità come noi abbiamo fatto con le nostre. Chiediamo di mettere per iscritto cosa possiamo e non possiamo fare, considerando che ormai la nostra fiducia è completamente rivolta alla magistratura ma che non siamo più in grado di attendere i tempi biblici che suo malgrado la giustizia richiede per fare il proprio corso.

domenica 7 dicembre 2008

Lettera aperta della Dottoressa Gentilini riguardo inceneritore di Montale

LETTERA APERTA IN RISPOSTA AL DOTT. CIPRIANI

Gent.mo Collega,
faccio riferimento con questa mia, agli articoli comparsi sui giornali locali il 4 dicembre scorso, di commento all’ incontro ad Oste, svoltosi venerdì 28 novembre e promosso dai Comitati contro l’ inceneritore.
La ringrazio innanzi tutto per l’attenzione rivolta alle mie parole: rappresenta per me motivo di soddisfazione constatare che le mie affermazioni sono state utili almeno ad aprire un confronto.
Abbiamo inoltre in comune il lavorare ( o l’aver lavorato, come nel mio caso) alle dipendenze del Servizio Sanitario Nazionale, le cui finalità non sono solo quelle di curare o conteggiare malati e morti, ma anche , come risulta dall’art.2 della sua legge istitutiva: “la formazione di una moderna coscienza sanitaria sulla base di un'adeguata educazione sanitaria del cittadino e delle comunità; ... la prevenzione delle malattie e degli infortuni in ogni ambito di vita e di lavoro; ....la promozione e la salvaguardia della salubrità e dell'igiene dell'ambiente naturale di vita e di lavoro"
Concordo poi con Lei che non è possibile dare dati riferiti alla frazione di Oste, in quanto non disponibili ed in effetti io non mi sono mai sognata di farlo, come potranno confermare i presenti alla conferenza di Oste e chi ha redatto l’ articolo sulla Nazione.

Vediamo quindi di valutare i dati (ovviamente quelli ufficiali del CSPO a me disponibili) , in assenza di altri di cui sarei ben felice di prendere visione.
Nel comune di Montemurlo, risultano residenti nel 1985 n°16331 abitanti e nell’anno 2002 n°17916 fra maschi e femmine. Nel quinquennio 85-89, dati CSPO, si registrarono in media 34 nuovi casi per anno di cancro fra i maschi e 21 casi fra le femmine, dal 90 al 94 si registrarono rispettivamente 35 casi fra i maschi e 29 fra le femmine, dal 95 al 99 si registrarono 47 casi fra i maschi e 41 fra le femmine e nel triennio 2000-2002 n°50 casi fra i maschi e 45 fra le femmine.
Sulla base dei dati di popolazione sopra riportati, risulta quindi che, come da me affermato, la popolazione ha subito un incremento inferiore al 10%. Mi sembra indiscutibile che il numero “grezzo” di tumori nelle donne, nel corso di 18 anni sia più che raddoppiato, rispetto ad un incremento di popolazione non certo della stessa entità. Già di per sè questo dato grezzo dovrebbe essere valutato, a mio avviso, con attenzione.
D’ altra parte, come non è corretto trarre conclusioni esaustive dall’esame dei semplici dati grezzi dei casi insorti, altrettanto non è corretto trarre conclusioni tranquillizzanti dal confronto dello stato di salute della popolazione di Montemurlo con quello degli altri comuni della Provincia, così come riportato nei media, perché i confronti andrebbero sempre fatti fra popolazioni e territori aventi caratteristiche sovrapponibili. Inoltre il confronto con aree già soggette a numerosissime fonti di inquinamento, come nel caso della Provincia di Prato, non aiuta a fare chiarezza.

Ancora, se analoghi incrementi si sono registrati in altri comuni della Toscana, non è certo un bel segnale e non credo proprio che, in questo caso, il detto ”mal comune mezzo gaudio” possa essere di consolazione.
Come Lei ben sa, nell’ultimo rapporto AIRTUM, relativo ai tumori femminili in Italia, si segnala un incremento medio nel nostro paese, indipendente dall’ età (depurato quindi del fattore invecchiamento) dell’ 1% annuo. Questo incremento non può essere in alcun modo accettato come” fisiologico” o attribuito al solo “stile di vita” (fumo e dieta) specie se valutato unitamente all’incremento di cancro nell’infanzia. Quest’ultimo incremento in Italia è doppio rispetto all’ Europa (2% vs 1.1% annuo) e nei primi 12 mesi di vita esso è ben del 3.2% annuo. Credo che nessun cittadino- ed ancor più nessun medico- possa considerare questo come un prezzo inevitabile da pagare al “progresso”, anzi proprio questo atteggiamento mentale deve essere fermamente contrastato. Credo che tutti dobbiamo riscoprire l’insegnamento di un grande medico ed un grande scienziato quale Lorenzo Tomatis che si è sempre battuto per la Prevenzione Primaria e divulgare quanto, anche di recente, Devra Davis, epidemiologa Statunitense di fama mondiale, ha messo lucidamente a fuoco nel suo libro “La storia segreta della guerra al cancro”.

Comunque, per tornare alle faccende di casa nostra, negli articoli comparsi sugli organi di stampa il Sindaco di Montemurlo sostiene: ”solo nelle donne per tumori rari del tessuto molle si rileva un eccesso su poche osservazioni ( 10 casi in 20 anni, sul totale di oltre 1500 tumori nello stesso periodo) “. Immaginiamo si tratti di sarcomi dei tessuti molli, ritenuti, come è ben noto, tumori “sentinella” del multiforme inquinamento prodotto da inceneritori. Poiché la formulazione non è ben chiara, non si comprende se i 10 casi citati sono quelli osservati nelle donne nei 20 anni considerati, o se rappresentano l’eccesso rispetto agli attesi o, ancora, se i 10 casi sono stati osservati complessivamente in entrambi i sessi. Comunque, anche nell’ ipotesi più riduttiva, ossia che i casi citati si riferiscano ad entrambi i sessi, l’osservazione di 10 casi in 20 anni non sarebbe certo un dato da trascurare, eccedendo già rispetto all’incidenza media questa patologia estremamente rara (2 casi su 100.000 persone/anno). Se invece i 10 casi si sono registrati solo fra le donne, ovviamente il dato sarebbe sicuramente più allarmante. Sarebbe davvero utile, a questo punto, poter disporre dei dati completi e si auspica che , proprio su questa patologia così importante proprio perché così rara e tipica dell’ esposizione ad inceneritori, venga almeno avviato un studio caso-controllo.
Inoltre, è indubbio che se si vuole valutare l’impatto sulla salute di una singola fonte emissiva come l’inceneritore devono essere condotti studi che valutino i livelli di esposizione delle popolazioni in base ad adeguate mappe di ricaduta degli inquinanti scelti come “tracciante”degli impianti ( metalli pesanti, diossine), come effettuato ad esempio nello studio Enhance Health od in quello francese di Besancon.
Non mi risulta che sia stato fatto alcunchè in questo senso per l’ inceneritore di Montale in funzione dal 1978 e che ha al suo attivo, numerosi documentati episodi di superamento degli attuali limiti per le diossine, anche prima del 2007. Si ricorda che i pregressi superamenti dei limiti non portarono in precedenza alla sua chiusura solo perché l’impianto usufruiva di deroghe, ma è ovvio che le caratteristiche tossicologiche ed i tempi di dimezzamento delle diossine non si modificano con le deroghe.

Si rammenta poi che in un recente documento della Associazione Nazionale di Epidemiologia (AIE) a proposito dei danni da inceneritori si ammette: ” si può concludere che esistono prove convincenti dell’ associazione tra l’esposizione alle emissioni degli impianti di vecchia generazione(in particolare a diossine) e l’aumento di frequenza di tumori in alcune sedi”.
Credo che nessuno potrà negare che l’impianto di Montale, prima dei più recenti aggiornamenti che comunque non hanno garantito il rispetto dei limiti e l’affidabilità dei sistemi di controllo confermati anche dalle ultime chiusure del 2007 e del 2008, sia un impianto di “vecchia generazione”.
Come si può quindi “assolverlo” a priori se nessuna indagine specifica è stata fatta e se tutta la letteratura riconosce ormai unanimemente danni alla salute dai “ vecchi impianti”?
E sia ben chiaro che nessuna garanzia può essere data anche per quanto riguarda i “nuovi” impianti, come in tanti documenti e comunicati con tanti altri colleghi abbiamo ribadito, specie per le enormi quantità di particolato ultrafine (<0.1µm) che si produrranno, visto che i migliori filtri consentono di trattenere solo particelle di diametro superiore a 0.8 µm

Comunque, anche in assenza di studi specifici che quantifichino i danni alla salute avutisi per la presenza dell’ impianto sulla popolazione di Montemurlo, è altresì innegabile che il Comune di Montemurlo rientra , almeno in parte, nell’area di maggior ricaduta e che nel suddetto comune in 18 anni il numero di tumori nelle donne è più che raddoppiato. Allora la domanda a cui vorremmo risposta è: se non ci fosse stato l’ inceneritore di Montale quanti casi in meno di cancro avremmo contato, specie fra le donne, visto che alcuni dei più importanti e recenti studi epidemiologici (Francia, Coriano) indicano i maggiori danni alla salute proprio sul sesso femminile?

In conclusione, se si vogliono tranquillizzare i cittadini non a parole, ma sulla base di fatti concreti si chiede che:
• vengano calcolati i tassi specifici di incidenza di cancro nel comune di Montemurlo negli ultimo 20 anni suddivisi per sesso, classe di età, residenza superiore a 5 anni
• venga effettuata, per i casi di patologie sentinella, la loro georeferenziazione
• che si rendano noti tutti i risultati sui campioni biologici già da tempo effettuati- di cui ci sono state date solo anticipazioni parziali, sommarie e, comunque inquietanti-
• che si avvii una indagine epidemiologica caso-controllo almeno per quanto attiene i sarcomi dei tessuti molli
• che, soprattutto, si realizzi quella ricerca, a suo tempo promessa e sempre rimandata, anche su campioni biologici umani, in particolare che si ricerchino diossine e similari su latte materno in donne primipare, stabilmente residenti e che si sono alimentate anche di prodotti coltivati ed allevati in loco.

Nella speranza di risentirLa e confermandoLe la mia disponibilità per qualunque ulteriore chiarimento, voglia gradire i miei più cordiali saluti.

Dott.ssa Patrizia Gentilini
Medico Oncologo- Ematologo

5 dicembre 2008


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martedì 21 ottobre 2008

Nichi Vendola fiero dei 5 termovalorizzatori

E' stato chiuso anche l'inceneritore di Modugno in provincia di Bari perchè ritenuto irregolare anche se Nichi Vendola , presidente della regione, va fiero dei sui termovalorizzatori .

giovedì 9 ottobre 2008

Festa del Nostro Comitato



Un Massimo Mazzanti molto ermetico ma efficace

mercoledì 8 ottobre 2008

L'inceneritore è fermo anzi no riparte

L'assessore Romiti ci spiega perchè l'inceneritore di Montale è stato fermato Venerdì scorso.

Tutto normale ? (almeno secondo loro sì)

martedì 23 settembre 2008

Cu-Cu e l'inceneritore non c'è piu'

I nostri amministratori comunali : Agliana,Montale,Montemurlo hanno pensato di coprire le 4 canne fumarie del nuovo inceneritore di Montale perchè così facendo la diossina non viene piu' prodotta. A luglio del 2007 l'inceneritore di Montale era chiuso perche aveva emesso 6 volte (!) la diossina consentita per legge. Quindi per premiare la riapertura, e senza farci sapere quali sono stati i motivi dello sforamento si decide di proseguire col raddioppio dello stesso e bruciare in piu' anche i rifiuti medici ospedalieri! Nonostante i ricorsi al Tar questi ignoranti (non ho altri termini per definire gli amministratori dei tre comuni sopra citati) fanno piani industriali di aumento di "produttività" (piano triennale del Cis) e di diminuzione di raccolta differenziata... Tra 6 mesi le Elezioni !!!!!!!!!!!!


video

lunedì 28 luglio 2008

Lettera a Beppe grillo




"Gentile Beppe Grillo,
vorremmo invitare Lei e tutti i suoi lettori ad un attimo di riflessione su questa frase: “la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell'acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”.
Queste parole, che concludono un articolo sui rischi attribuibili ad agenti chimici scritto dal professor Lorenzo Tomatis nel 1987, ci sono tornate alla mente come una lucida profezia davanti agli ultimi, recentissimi dati sull’incidenza di cancro nell’infanzia in Italia pubblicati dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008).
Se già i dati pubblicati da Lancet nel 2004, che mostravano un incremento dell’ 1.1% dei tumori infantili negli ultimi 30 anni in Europa, apparivano preoccupanti, quelli che riguardano il nostro paese, riferiti agli anni 1998-2002 ci lasciano sgomenti. I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all’anno, passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell’ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età l’incremento è addirittura del 3.2% annuo.
Tali tassi di incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia (138 casi 1990-98), Svizzera (141 casi 1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell’ 1.6% vs un + 0.6% e così via.
Tutto questo mentre si vanno accumulando ricerche che mostrano con sempre maggiore evidenza come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sarà lo stato di salute complessivo nella vita adulta.
Come interpretare questi dati e che insegnamento trarne?
Personalmente non ne siamo affatto stupiti e ci saremmo meravigliati del contrario: i tumori nell’ infanzia e gli incidenti sul lavoro, di cui ogni giorno le cronache ci parlano, unitamente alle malattie professionali, ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una stessa medaglia, ovvero le logiche, inevitabili conseguenze di uno “sviluppo” industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un sistema di corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai cronicamente il nostro paese.
Potremmo, sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle sue componenti più fragili, in primis l’infanzia, come Tomatis già oltre 20 anni fa anticipava.
Le sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del profitto e dello sviluppo industriale – a scapito della qualità di vita -, non può che avere queste tragiche conseguenze."
Dott. Michelangiolo Bolognini Igenista - Pistoia
Dott,ssa Maria Concetta Di Giacomo Medico di Medicina Generale - Padova
Dott. Gianluca Garetti Medico di Medicina Generale - Firenze
Dott. Valerio Gennaro Oncologo-Epidemiologo - Genova
Dott.ssa Patrizia Gentilini Oncologo – Ematologo - Forlì
Dott. Giovanni Ghirga Pediatra - Civitavecchia
Dott. Stefano Gotti Chirurgo - Forlì
Dott. Manrico Guerra Medico di Medicina Generale - Parma
Dott. Ferdinando Laghi Ematologo - Castrovillari
Dott. Antonio Martella Oncologo - Tossicologo Napoli
Dott. Vincenzo Migaleddu Radiologo - Sassari
Dott. Giuseppe Miserotti Medico Medicina Generale - Piacenza
Dott. Ruggero Ridolfi Oncologo-Endocrinologo - Forlì
Dott. Giuseppe Timoncini Pediatra - Forlì
Dott. Roberto Topino Medico del Lavoro - Torino
Dott. Giovanni Vantaggi Medico di Medicina Generale -Gubbio

lunedì 7 luglio 2008

Farsi il sapone da soli



Il Parroco di San Felice (Pistoia) ci spiega come farsi il sapone

venerdì 4 luglio 2008

Ogm sì o ogm no ?

ZAIA, SÌ A SPERIMENTAZIONE SUL CAMPO OGM
Disco verde dal Ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia, alla sperimentazione sul campo degli Ogm. ''Sono contrario ai Frankenstein Food - ha detto Zaia all'assemblea annuale di Confagricoltura - ma c'è la necessità di chiarire alcuni aspetti sugli Ogm con la sperimentazione sul campo''. (ASCA)


Commento Altieri: Quali aspetti vuol chiarire Zaia con le coltivazioni sperimentali di ogm?
la sperimentazione degli ogm è già stata fatta abbondantemente all'estero... e sulla pelle di chi se li sta mangiando... e che li sta coltivando... 30.000 suicidi tra i contadini indiani falliti per il cotone e il mais bt...
nella soia transgenica ci sono pezzi di virus in grado di modificare i geni umani e di chi se la mangia.... (fonte giuseppe nacci: mille piante per la cura del cancro... gratis in internet)
una recente ricerca americana conferma che andando avanti con l'età il DNA delle cellule dell'Uomo si modifica per cause alimentari ed ambientali... guarda un pò... io aggiungo anche i fattori...diossina , pesticidi diserbanti, conservanti, coloranti ...ogm...
facciamo studi seri sulla tossicità e i rischi per la salute....
cosa dobbiamo sperimentare con le coltivazioni ogm?.. la distanza per mantenere le contaminazioni del biologico sotto una certa soglia di "intolleranza"... che una volta autorizzate le coltivazioni ogm dovrà essere aumentata ... fino a rendere tutto ogm...?
Basta vi prego
a un recente convegno del CRA un ricercatore ha detto che se l'Italia diventa tutta biologica non rimarrà un grammo di prodotto invenduto e saremmo tutti più ricchi e sani... visto che la spesa sanitaria Italiana è l'80% del bilancio delle Regioni !!!
siamo un popolo di Zombies?
o è solo un meccanismo della natura per ridurre la specie umana, eliminando gli stupidi?
cominciate a risalire le montagne e compratevi un pezzetto di terra da coltivare... datemi retta... non si sa mai con questi signori in parlamento....
OGM/LEGAMBIENTE: NON AUTORIZZARE I NOVE PROTOCOLLI DI RICERCA
"Non autorizzate i nove protocolli di ricerca sugli Ogm che di fatto spalancherebbero le porte agli organismi geneticamente modificati nella nostra agricoltura". E' questo, in sintesi, il contenuto di un appello che Legambiente ha inviato ai Ministri dell'Agricoltura e dell'Ambiente, Luca Zaia e Stefania Prestigiacomo, chiedendo di non rimettere in discussione la scelta operata nella passata legislatura di bloccare le autorizzazioni a sperimentare in Italia nove nuovi prodotti agricoli. Legambiente si dice "preoccupata dell'insistenza con cui le aziende del biotech sono tornate alla carica per ottenere nuovi spazi e anche dalle dichiarazioni di alcuni esponenti del governo". "E' evidente che le nuove autorizzazioni altro non sono che un modo per spalancare le porte italiane a un agroalimentare gene ticamente modificato - conclude Cogliati Dezza - Ecco perché è importante non rimettere in discussione il blocco delle nuove autorizzazioni". (Apcom)


Commento altieri: BRAVI !!! ... raccogliamo insieme le firme per il referendum depositato in cassazione, obbligatorio prima di poter ammettere una diffusione nell'ambiente degli ogm ? ... anche nel caso di sperimentazioni....
(vedasi sentenza corte costituzionale che ha bocciato le norme di coesistenza...).
OGM. AIAB: IL MINISTRO ZAIA CONFERMI L'APPOGGIO AL BIO E RESPINGA LE PRESSIONI DELL'INDUSTRIA BIOTECH
Anche l'Associazione Italiana Agricoltura Biologica, così come Legambiente, fa un appello al Ministro Zaia e al Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo a rispettare la volontà della maggioranza degli italiani, e a proseguire verso un modello di agricoltura che punti sulla qualità, sul rispetto dell'equilibrio ambientale e della salute delle persone, libera da qualsiasi organismo transgenico. Secondo Lillo Alajmo Di Loro, vicepresidente Aiab: "Gli Ogm, la loro sperimentazione in campo e soprattutto il loro inserimento nel sistema agro ambientale, rappresentano per il sistema agricolo Italiano una gravissima minaccia, e un sostanziale pericolo per la salute dei consumatori, la biodiversità vegetale, le economie locali, (soprattutto quelle fragili e marginali). L'apertura agli ogm, tra l 'altro, espone a condizioni di forte dipendenza economica il sistema nazionale agricolo e rurale, rispetto agli interessi multinazionali che puntano a brevettare e controllare l'uso e la disponibilità del patrimonio genetico delle specie agricole che è e deve rimanere patrimonio dell'intera umanità". Alajmo Di Loro conclude: "Lo sviluppo dell'agricoltura italiana, moderna e competitiva, passa piuttosto, inequivocabilmente, attraverso il sostegno alla ricerca in agricoltura biologica, ormai consolidato e riconosciuto modello di produzione, capace di conciliare riduzione dei costi ambientali, valorizzazione dei saperi locali, buona pratica agricola, muntifunzionalità, sostenibilità e valorizzazione delle tipicità; eccellenze tutte Italiane, che il mercato europeo e internazionale da sempre dimostra di apprezzare". (Comunicato stampa)


Commento Altieri: VEDI sopra... i presidenti di aiab e legambiente sembrano "fratelli". Bravi ... sotto col referendum... abbiamo già un sacco di fime... Coinvolgiamo le 8.000 sedi della Coldiretti... 1000 firme a comune... e sono 8 milioni di firme contro gli OGM... con l'obbligo di fare il referendum consultivo costituzionale... che tagli la testa... al cavillo di "troia"... ovvero...
La sogla tolleranza di ogm nel biologico... che arriverà il primo gennaio 2009... e che autorizzerà le coltivazioni, togliendo le responsabilità alle multinazionali degli ogm sulle contaminazioni inevitabili...
a proposito, la normativa Europea prevede che gli stati membri possano mantenere la soglia zero di presenza di ogm nel biologico....
la legge è pronta in commissione agricoltura italiana parlamentare italiana... stava per essere votata e cadde il governo...mannaggia...
beh, si fa in tempo... vero Ministro ZAIA?
OGM: CARNEMOLLA (FEDERBIO) “COESISTENZA IMPOSSIBILE FRA OGM E PRODUZIONI BIOLOGICHE. IL CASO DELLA SPAGNA SIA DA MONITO PER TUTTI”
“I risultati dello studio dell’Università di Barcellona ripresi oggi da alcune riviste scientifiche dimostrano una volta di più e con autorevolezza che nel particolare contesto dell’Europa mediterranea la coesistenza fra coltivazioni Ogm in pieno campo e colture biologiche è impossibile” ha dichiarato il Presidente di FederBio, l’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica italiana, commentando la pubblicazione su Science Daily di parte degli esiti del primo progetto europeo di ricerca sul campo relativo alla coesistenza fra colture geneticamente modificate, convenzionali e biologiche. “Nella regione dell’Aragona dal 2004 al 2007 la coltivazione del mais biologico è calata del 75% a causa dell’impossibilità di certificare il pro dotto per la contaminazione derivante dalla coltivazione in pieno campo di mais BT geneticamente modificato, che in quella regione ha raggiunto nel tempo oltre il 40% delle superficie coltivata a mais. E’ inoltre evidente che i costi molto elevati da sostenere per una segregazione efficace hanno ulteriormente spinto per una scomparsa delle coltivazioni biologiche nei territori interessati” ha proseguito Carnemolla. “Ribadiamo quindi che la nostra opposizione alle coltivazioni Ogm non ha nulla di ideologico ma è una semplice questione di sopravvivenza per un’agricoltura che non solo è per il nostro Paese e per le imprese elemento oggi importante di competitività sui mercati ma ha una insostituibile funzione ambientale e sociale. Il problema non è la ricerca e la sperimentazione delle colture Ogm, specie se condotta da strutture pubbliche con rigore e sicurezza, il tema vero sono le scelte che la politica a livello nazionale e regiona le è chiamata a fare per il futuro del nostro sistema agricolo e alimentare” ha concluso il Presidente di FederBio. (Comunicato stampa)


Commento Altieri: Naturalmente Carnemolla intende parlare di ricerca in ambiente strettamente confinato... e non certo sulle coltivazioni di ogm... ma sui rischi sulla salute per cui bisognerà studiare almeno venti anni......
OGM: SPERIMENTAZIONE IN CAMPO CONTAMINERÀ NOSTRE PRODUZIONI, SOTTOLINEA DE PETRIS (VERDI)
“Per quanto riguarda gli Ogm bisogna attenersi rigorosamente al principio di precauzione. Il problema non è la ricerca che si può fare nei laboratori ma la sperimentazione in campo aperto che, come diversi ed autorevoli studi dimostrano, rischia di contaminare territori anche abbastanza lontani da quelli che ospitano colture biotech”. Così Loredana de Petris, dei Verdi, commenta le dichiarazioni del Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia che si è detto disponibile alla sperimentazione in campagna delle colture geneticamente modificate. “L’Italia non deve abbandonare la sua posizione consolidata e puntare sull’agricoltura territoriale e di qualità - ha concluso De Petris -. Sperimentare il campo aperto le colture Ogm significherebbe mettere a rischio non solo la tipicità e l’unicità delle nostre produzioni, ma anche compromettere il futuro degli agricoltori italiani”. (Agrapress)


Commento Altieri: Agricoltura di Qualità e tipicità... è quella Biologica, naturalmente a tolleranza ZERO OGM !!!... altrimenti senza certificazione di filiera nella qualità ci può finire di tutto... ogm inclusi...
OGM: PER OLIVERIO E CENNI (PD) NECESSARIA DISCUSSIONE SERIA E APPROFONDIMENTO
"Prima di parlare di come e dove sperimentare gli Ogm servirebbe un approfondimento rigoroso e non affrettato sugli effetti del loro uso". Lo ha detto Nicodemo Oliverio, capogruppo del Pd in Commissione agricoltura della Camera, commentando le dichiarazioni del Ministro Zaia. Secondo la deputata del Pd Susanna Cenni "c'è bisogno di una discussione seria nei luoghi appropriati per parlare di Ogm, e non di rappresentazioni fittizie tra presunti progressisti e altrettanto presunti conservatori e nemici del progresso". Dobbiamo - ha aggiunto Cenni - dare seguito al lavoro avviato dalle Regioni che hanno lavorato seriamente per le regole e per la coesistenza attivando il tavolo fra stato e regioni”. (Agrapress)


Commento ALtieri: ...peccato che la Coesistenza non esiste e sia solo una contraddizione in termini.... approfondiamo onorevoli... siamo a disposizione per una audizione urgente al parlamento...
SONDAGGIO TG1 SU OGM E FAME NEL MONDO
C'è un sondaggio on line del TG1 (ad aprile lo stesso sondaggio era stato veicolato da RAI 3) sull'utilità degli Ogm per combattere la fame nel mondo. La domana a cui si chiede di rispondere è “Per combattere la fame nel mondo gli esperti rilanciano la soluzione Ogm. Siete d'accordo?”. Fino a giovedì 3 luglio, ore 12.08, queste le risposte: sì 27%, no 69%, solo ad alcune condizioni 4%.

Per votare CLICCA QUI


Commento Altieri: Più gli italiani votano e maggiori sono i no agli ogm... NATURAL...mente Watson !!




Abbracci cristiani a tutti
Giuseppe Altieri

giovedì 3 luglio 2008

Repubblica.it ci dice che si puo' riciclare fino al 95%

Il Comune di Piane Crati, in provincia di Cosenza
sarà premiato da Legambiente per il "Riciclone 2008"
Ecco il paese senza cassonetti
ricicla il 93% dell'immondizia
di GIUSEPPE BALDESSARRO


Un'immagine di Piane Crati

COSENZA - Non ci sono più cassonetti a Piane Crati, il Comune li ha eliminati da un anno. Non servivano più, erano antiestetici e poco igienici. Ora i rifiuti vengono ritirati direttamente a casa, con il porta a porta. Tanti piccoli contenitori, pieni di materiali rigorosamente selezionati. Riciclano tutto i pianesi, il 93% dell'immondizia è destinato a nuova vita. Carta, vetro, plastica, alluminio, metalli vari e rifiuti speciali, come le batterie, vengono inviati a centri specializzati. Poco, pochissimo, finisce in discarica.

Tanto che il 10 luglio prossimo, Michele Ambrogio, sindaco del piccolo centro (meno di duemila abitanti) alle porte di Cosenza, riceverà a Roma il premio "Riciclone 2008". Un riconoscimento nazionale ideato da Legambiente nel 1994 e patrocinato dal Ministero dell'Ambiente, che ogni anno seleziona l'ente locale che ha ottenuto il risultato migliore nella gestione dei rifiuti. La giuria, composta da esperti e aziende del settore, valuta una serie di parametri indicativi della sensibilità delle amministrazioni comunali. Le raccolte differenziate avviate a riciclaggio, ma anche gli acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati. Dati ricevuti dai comuni, ma verificati sul posto con i tecnici, i circoli ambientalisti territoriali, gli osservatori regionali e le Arpa regionali.

E' ovviamente soddisfatto il sindaco Ambrogio: "Un premio così importante dimostra che anche da un piccolissimo comune della Calabria e del Mezzogiorno possono giungere segnali positivi in materia di cultura ambientale".

Risultato "straordinario", per Legambiente nazionale, ma non semplice da raggiungere. A Piane Crati ci hanno lavorato per anni. Iniziando dalle scuole e promuovendo una fitta campagna d'informazione. "I bambini - spiega Ambrogio - sono stati fondamentali, il motore che l'amministrazione ha trovato all'interno delle famiglie". Poi sono arrivati anche i risultati economici, che non sono cosa da poco e che dimostrano come riciclare "oltre ad essere un atto di educazione civica, sia anche conveniente".

Fino a pochi anni addietro l'amministrazione portava in discarica oltre 40 tonnellate di spazzatura al mese per un costo che si aggirava intorno ai duemila euro, negli ultimi tempi invece i volumi si sono ridotti a meno di due tonnellate e il paese versa dai 12 ai 15 euro mensili. Spiega il sindaco: "I miei concittadini, hanno capito la lezione di Napoli e della Campania e intuito come attraverso una politica attenta e virtuosa della raccolta differenziata si possa arrivare a risparmiare fino al 20% delle tasse sui rifiuti".

E poi c'è la comodità, niente più sacchetti maleodoranti accumulati per strada, tutto viene ritirato a domicilio. E per le emergenze ci sono sempre le isole. Tre aree nelle quali è possibile lasciare i rifiuti che eccezionalmente vengono prodotti o che non possono restare in casa per più di un giorno.

Ora a Piane Crati si guarda al futuro, imparata la lezione del riciclaggio Ambrogio punta a far diminuire anche la quantità degli "scarti". "Il prossimo passaggio, che peraltro già sta dando buoni risultati in Toscana ed in Emilia, è quello di far pagare la tassa dei rifiuti sulla produzione reale. Per ora l'imposta è calcolata sui metri quadrati delle abitazioni, ma noi vogliamo iniziare a ragionare sulla quantità". Insomma meno sporchi, meno spendi.

(2 luglio 2008)

mercoledì 2 luglio 2008

Estratto dal blog di Beppe Grillo...

- Ennio Italico Noviello, primo ricercatore del Cnr di Roma, ha dichiarato che Brescia avrebbe proposto di vendere il suo inceneritore (il più grande del mondo) alla Campania. "La proposta era di cederlo per 25 milioni di euro, meno di quanto serve per completare quello di Acerra. Una proposta giustificata dal fatto che l'impianto sta inquinando l'intera Lombardia. A Brescia non c'é un solo allevamento di bovini che sia senza diossina. Quell'impianto ha vinto un premio. Ma nel comitato scientifico di chi gli ha dato il premio c'é una delle aziende che ha fatto l'impianto. Brescia è il punto più inquinato del mondo, basta guardare il satellite. L'inceneritore di Brescia è capace di bruciare 750mila tonnellate all'anno, ma i disastri ambientali lì sono stati documentati, dimostrati e accertati sotto tutti i punti di vista. Perfino la Commissione Europea è intervenuta. E' incredibile che qualcuno proponga quell'inceneritore come modello".

lunedì 23 giugno 2008

Non pagare aumento TIA

Rossano Ercolini della Retre Nazionale rifiuti Zero ci spiega il perchè e come fare:

mercoledì 18 giugno 2008

Discussione con i Comitati Ambientali della Toscana

giovedì sera in Piazza Matteotti a Montale si terrà un incontro promosso dai Comitati contro l'Inceneritore di Montale per discutere sui nuovi sviluppi della situazione della struttura e per informare la cittadinanza sulle nuove iniziative che verranno prese prossimamente dai comitati. In particolar modo possiamo anticipare che ci saranno importanti rivelazioni sugli ultimi risultati emersi dai rilevamenti degli agenti inquinanti che ricadono sul territorio e sulla popolazione. Rivelazioni piuttosto serie.
Interverranno alla manifestazione: la dott.ssa Patrizia Gentilini, Rossano Ercolini e Gianfranco Ciulli in rappresentanza dei comitati.

Intervenite numerosi. La salute dev'essere la priorità

Alberto Niccolai

domenica 1 giugno 2008

Bocciato il decreto-Rifiuti

Esclusivo: l'Ue boccia il decreto-rifiuti - 30/05/2008

Ad esprimersi contro il testo approvato il 21 maggio scorso, la direzione generale Ambiente della Commissione europea


La Direzione Generale Ambiente della Commissione europea ha bocciato, nella serata di venerdì, il decreto rifiuti approvato dal Consiglio dei ministri a Napoli il 21 maggio scorso. Secondo i funzionari della Direzione generale Ambiente, il provvedimento risulta in contrasto con la normativa comunitaria in materia di trattamento e smaltimento dei rifiuti.
Come tutte le leggi nazionali in materia di ambiente, anche il decreto rifiuti del governo italiano è stato infatti sottoposto al vaglio della Direzione generale Ambiente della Commissione, con l'obiettivo di verificare eventuali contrasti con la normativa comunitaria. Contrasti che, secondo fonti vicine ai tecnici di Bruxelles, sono valsi una bocciatura.
Le obiezioni dell'Ue riguardano soprattutto gli articoli che contengono deroghe: alla Commissione non sono andati giù, in particolare, l'articolo 9 (relativo alle deroghe sulla valutazione di impatto ambientale per i siti che saranno adibiti a discariche) e l'articolo 18 (che prevede un lungo elenco di deroghe alla normativa vigente in materia ambientale, igienico-sanitaria, di prevenzione incendi, sicurezza sul lavoro, urbanistica, paesaggio e beni culturali).

I tecnici avrebbero sollevato le loro obiezioni direttamente ai rappresentanti del governo italiano a Bruxelles, indicando i punti critici del decreto. Va detto che il parere della Commissione europea non è vincolante per il governo di un Paese membro. Naturalmente, però, qualora Berlusconi e suoi ministri decidessero di andare avanti e di non ascolare i rilievi dell'Ue, si aprirebbe una procedura d'infrazione contro l'Italia. E sarebbe la seconda volta: il nostro Paese è già in procedura d'infrazione, e sempre per lo scandalo dei rifiuti. Andrea Barolini

venerdì 30 maggio 2008

giovedì 29 maggio 2008

CENONE A MONTEMURLO

Venerdì sera 30 Maggio organizziamo a Montemurlo una cena per finanziare Ambiente e Futuro che da sempre si batte per un nuovo modello di vita.

Sono riusciti a promuovere e a realizzare a Capannori la raccolta differenziata "porta a porta" ed oggi gli amministratori di quel comune possono dire di aver risparmiato ben 2.000.000 di euro (in un anno) risparmiando sui costi che sarebbero stati sostenuti se i rifiuti fossero stati inceneriti!

Occorre portare l'esempio a giro per l'italia e per questo servono due soldini ...quindi venite alla Cena e fissate il mio cell è 335 302012.

Venite numerosi !

martedì 27 maggio 2008

Il TG5 su "I rifiuti di Napoli" : Sconcertante!



27-05-2008. RASSEGNA STAMPA DEL TG5:

IL QUOTIDIANO 'IL GIORNALE' TITOLA:

"RIFIUTI, IL TARIFFARIO DELLA RIVOLTA"

20 EURO PER BRUCIARE UN CASSONETTO

50 PER AIZZARE LA FOLLA

100 PER UN GIORNO DI PORTESTA



L'ARTICOLO E' STATO SCRITTO DA MASSIMO MALPICA CHE INDICA COME FONTE DELLA RIVELAZIONE IL PARLAMENTARE

ITALO BOCCHINO (DI ALLEANZA NAZIONALE)



DOMANDA:

MA CHI HA DATO QUESTE NOTIZIE A BOCCHINO??

giovedì 22 maggio 2008

Per sbaglio a volte le notizie sui giornali appaiono!

dal blog di Jacopo Fo

Mi diverto.
E’ ormai chiaro che dentro i giornali italiani si combatte una battaglia durissima tra i direttori e un pugno di giornalisti che si rifiutano di tacere sempre e comunque.
Così abbiamo delle piccole soddisfazioni: alcune notizie bomba finalmente vengono pubblicate. Non le vedete in prima pagina, non hanno titoli a 9 colonne, non sono correlate da interviste e commenti. Però le notizie escono.

Ad esempio vengono pubblicate sul numero 1052 del Venerdì di Repubblica (16 maggio) a pagina 90 (coincidenza o magia alchemica il fatto che la paura nella Smorfia napoletana corrisponde al numero novanta?).

Ecco l’articoletto, secco secco. Un grande pezzo di sintesi giornalistica, probabilmente contrattato parola per parola in riunioni infuocate dei caporedattori, oppure sfuggito per errore alla penna rossa dei censori… Questo articolo credo che alla fine sia uscito perchè protetto dalla Divina Provvidenza in persona, è comunque stato stampato, nero su bianco, e ci dice che 435 (QUATTROCENTO TRENTACINQUE) ricerche scientifiche internazionali provano un aumento di tumori e nascite malformi spaventoso in prossimità dei termovalorizzatori.
Senza commento. Senza due righe di scuse verso il povero Beppe Grillo accusato con ogni tipo di cattiveria dalle colonne dello stesso giornale per essersi permesso di dire esattamente la stessa cosa: gli inceneritori puoi anche chiamarli termovalorizzatori ma ti ammazzano comunque.

Una nota stilistica che permette di capire appieno il meccanismo perverso utilizzato dai media per rendere di scarso interesse notizie di importanza capitale.
Il titolo può essere un modo per indurre le persone a leggere un articolo oppure a non leggerlo.
Se questo articolo fosse stato: “Aveva ragione Grillo gli inceneritori uccidono!” avrebbe destato grande curiosità. Allora lo hanno intitolato in modo tale da tagliargli le gambe: “Emissioni: Una ricerca francese sottolinea il rapporto diossina-cancro
QUANDO LA SALUTE SE NE VA IN FUMO (TOSSICO).
Capisci l’astuzia: non ti dice che le ricerche sono 435, come viene specificato poi nell’articolo. Non si pronuncia la parola proibita INCENERITORE. Si parla di EMISSIONI… Termine vago come la melma.
Questa tattica in effetti funziona. I lettori accorti dicono: “Però alla fine Repubblica le notizie le dà!” E continuano a comprarla. Mentre il 95 per cento dei lettori, un po’ meno attenti, non si accorge di quella notizia così imbarazzante.
Prova ne è che sono passati 5 giorni dall’uscita del Venerdì e se cerchi sul web: “diossina istituto statale di sorveglianza sanitaria francese”, non trovi niente a proposito di questa colossale notizia!
E non trovi niente neanche se digiti “diossina 435 ricerche PubMed”

Comunque giudica tu: ecco il testo integrale:
“Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.
Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale Pub Med (www.ncbi.nim.nih.gov) che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.”

(Il pezzo non è firmato ma sta all’interno di una specie di box dentro un articolo di Arnaldo D’Amico.)

Spero ci si renda conto dell’importanza dell’ufficializzazione di una simile notizia: e ti invito quindi a farla girare e ripubblicarla sul tuo sito. Se riusciamo a far sapere a molti italiani come funziona questo giochetto dell’informazione ridimensionata (non censurata, non libera, omogenizzata) potremmo creare qualche altro problema ai signori dei giornali. Loro ormai lo sanno che chi legge i quotidiani poi va su internet…

FACCIAMOLI PIANGERE!
CITIAMOLI A MARTELLO OGNI VOLTA CHE PER SBAGLIO DICONO LA VERITA’.

(Usare la forza dell’avversario per farlo cadere)

martedì 20 maggio 2008

Chi è la Marcegaglia?

fonte:"Ambiente Futuro"

OCCHIO ALLA MARCEGAGLIA



E’ ormai questione di poche ore e il nuovo volto della Confindustria italiana sarà questa signora .

Non ci interessano analisi complicate in questa sede. Ci tocca di ricordare che IL GRUPPO MARCEGAGLIA ha già dagli anni’90 investito centinaia di miliardi (di lire,allora) nella “filiera energetica delle biomasse” riuscendo già a “mettere a segno” affari miliardari in Puglia (realizzando l’inceneritore di Massafra in provincia di Taranto) ed altri impianti in Calabria. Non è difficile aspettarsi che la signora in questione dedicherà il suo ruolo di primissimo piano anche in sede politica per “portare a casa” normative accondiscendenti ai suoi interessi legati alla promozione della COMBUSTIONE DELLE BIOMASSE. Già ne abbiamo avuto un saggio con il passato Governo che aveva predisposto un”bocconcino” niente male per incentivare tale pratica inquinante attraverso un provvedimento poi decaduto a causa della sua fine ingloriosa. Ora, anche su questo, con in carica la bella ma poco sorridente EMMA c’è da giurare che fioccheranno gli accordi “bipartisan”. Quindi DOBBIAMO TENERE APERTI TUTTI E DUE GLI OCCHI onde evitare che tutto il “Belpaese” venga disseminato di “INCENERITORI SOTTO MENTITE SPOGLIE” che magari potrebbero godere di “procedure semplificate” o (speriamo di esagerare) del “segreto di Stato” (vista l’approvazione da parte del defunto Governo Prodi di un DPCM in tal senso che però non avrebbe effetto senza la reiterazione da parte del nuovo Governo e senza la trasformazione in legge da parte del Parlamento) per la combustione di “biomasse”, pardon, di tutte le “schifezze”dell’industria Alimentare, del mobile nonché di quella cartaria e perché no, come sta avvenendo a MASSAFRA ANCHE DEL CD

lunedì 19 maggio 2008

dal blog di Beppe Grillo

I siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori, inceneritori/termovalorizzatori potranno essere coperti da segreto di Stato. Lo prevede il decreto entrato in vigore il primo maggio, quindi del governo Prodi.
Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 16 aprile 2008, numero 90. Prevede che: "Nei luoghi coperti dal segreto di Stato le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento".
"Le amministrazioni non sono tenute agli obblighi di comunicazione verso le aziende sanitarie locali e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco a cui hanno, comunque, facoltà di rivolgersi per ausilio o consultazione".
"Sono suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato le informazioni, le notizie, i documenti, gli atti, le attività, i luoghi e le cose attinenti alle materie di riferimento".
L'articolo 261 del Codice penale prevede per chi rivela un segreto di Stato una pena non inferiore ai cinque anni di reclusione.
Se un sindaco dovesse divulgare ai suoi cittadini l'esistenza di una discarica di scorie nucleari nel suo comune finirebbe in galera. Se un sindaco non informasse i cittadini tradirebbe il suo mandato nei loro confronti.
I nostri dipendenti ci trattano come dei sudditi. Se la nostra volontà non coincide con la loro cambiano le leggi, impongono il segreto di Stato sui rifiuti tossici, sulle centrali nucleari. Gli altri Paesi hanno il segreto sulla sicurezza nazionale, sulle basi militari. Noi abbiamo il segreto di Stato sulla spazzatura, su chi ci avvelena, sulle sue motivazioni, sui suoi interessi.
Le centrali nucleari non sono una soluzione per l'energia. I maggiori esperti mondiali sono d'accordo e attraverso il blog raccoglierò le loro testimonianze. Gi inceneritori non sono una soluzione per lo smaltimento dei rifiuti. I maggiori esperti mondiali sono d'accordo e attrraverso il blog raccoglierò le loro testimonianze.
Il cittadino ha il diritto di essere informato sulle scelte dei suoi dipendenti. Prodi ha firmato il decreto, Veltrusconi lo userà, ma i cittadini non rimarranno a guardare.
Libera informazione in libero Stato.

venerdì 9 maggio 2008

Quali malattie causate dall'inquinamento?

Chi pensa di avere delle patologie riconducibili all'inquinamento?

Per tutte le malattie al giorno di oggi esistono le cure piu' appropriate e molti dei soldi destinati alla ricerca medica (oltre il 90%) sono spesi per scoprire il farmaco o la cura piu' adatta alle infinite patologie che il mondo scopre o ha scoperto.

Ma chi si occupa di capirne la causa?

Dove sono i soldi per la ricerca in questo senso?

Dobbiamo sentirci sani finchè il dottore non ti dice che hai qualcosa ?

In antichità il popolo ebraico era accusato dalle altre popolazioni di avvelenare l'acqua perchè si ammalavano con meno frequenza. Si scoprì successivamente che loro si ammalavano meno perchè si lavavano le mani con piu' frequenza.

La ricerca dovrebbe essere indirizzata maggiormente in questa direzione

Un nessuno qualunque

Massimo Signori

mercoledì 7 maggio 2008

Diabete: Inquinamento possibile causa

Diabete, un legame inaspettato
con i veleni inquinanti delle città
di CRISTINA NADOTTI

fonte: Repubblica on-line

ROMA - C'è un legame tra il diabete di tipo 2, quello che riguarda l'età adulta e la vecchiaia, e l'esposizione prolungata a composti organici velenosi. Sull'ultimo numero della rivista medica Lancet, due ricercatori della prestigiosa università britannica di Cambridge, sottolineano la necessità di investire di più negli studi su una possibile relazione tra i Pop, cioè gli inquinanti organici persistenti (per intenderci, quelli che si liberano anche dall'incenerimento di rifiuti e si insidiano negli organi degli esseri viventi) e la comparsa del diabete.

Oliver Jones e Julian Griffin citano numerose ricerche sul diabete di tipo 2 nelle quali ai pazienti affetti dalla patologia, o a notevole rischio di contrarla, sono stati riscontrati alti livelli di inquinanti organici resistenti nel sangue. In particolare, sono state trovate tracce più consistenti di organoclorine, presenti in numerosi insetticidi e già note per la loro azione cancerogena, e dei loro composti.

"Quello che deve essere indagato con più attenzione - sottolinea Oliver Jones su Lancet - è se quella che è stata osservata al momento come una correlazione, cioè essere diabetico e avere alti livelli di Pop nel sangue, una volta studiata possa essere stabilita come un rapporto di causa effetto. Se così fosse, le implicazioni potrebbero essere enormi. Dobbiamo però richiamare l'attenzione della comunità scientifica, perché abbiamo alcuni segnali ma informazioni molto limitate. Le ricerche sul diabete, in generale, si concentrano molto di più sui fattori genetici e sull'obesità e in pratica non sono mai stati considerati i fattori ambientali nello sviluppo della malattia".

In tutto il mondo si stima che ci siano oltre 264 milioni di diabetici e la malattia è una di quelle a maggiore crescita nelle società industrializzate e l'Organizzazione mondiale della Sanità ha parlato di "epidemia mondiale di diabete". Negli Stati Uniti, una della nazioni più colpite dove il diabete è la settima causa di morte, ogni anno le spese sanitarie connesse al diabete ammontano a 174 miliardi di dollari, una cifra che è cresciuta del 32 per cento dal 2002 a oggi. La situazione non è diversa in Italia , dove i numeri registrati presso i centri di diabetologia registrano un incremento medio annuo di diabete di tipo 2 fra il 7 e il 10 per cento a seconda delle diverse zone e uhn totale di ammalati di circa 3 milioni. L'incremento non riguarda solo il diabete che colpisce in età adulta e la cui principale causa è indicata nell'obesità, si registra un incremento, in questo caso dell'1 per cento, anche del diabete di tipo 1 o giovanile. La Sardegna è la regione italiana che ha un'incidenza e una prevalenza di diabete giovanile tra le più alte del mondo, in Europa seconda soltanto alla Finlandia. In Sardegna l'incidenza del diabete di tipo 1, cioè quello insulinodipendente, nella fascia di età tra 0 e 14 anni è di 34 casi per 100.000 anno.

(27 gennaio 2008)

lunedì 5 maggio 2008

Mi sono fatto un pannello solare !

In realtà non io ma una persona che conosco molto bene si è fatto un pannello solare per riscaldare l'acqua con materiali di recupero e il primo maggio lo ha sperimentato facendoci una doccia ed un ciclo di lavastoviglie...il risultato è stato soddisfacente !

Costo dell'operazione 100 euro !

foto del pannello

giovedì 1 maggio 2008

Caso del bimbo con tumore di forlì su la 7 lunedì prox

Lunedì 5 maggio
su LA 7 ore 21
trasmissione su inceneritori ( con caso bimbo con tumore di Forlì)

martedì 29 aprile 2008

Successio del meeting di Capannori sull'Ambiente

ENERGIA POSITIVA A 1000 DOPO IL MEETING DI CAPANNORI DEL 26-27 APRILE

La primavera rifiuti zero di Capannori ha contagiato almeno 350 persone provenienti da TUTTA ITALIA e da diversi Paesi quali gli Stati Uniti, il Belgio, la Francia, la Scozia, la Bulgaria, la Polonia, la Repubblica Ceca, la Croazia e la Spagna che hanno complessivamente partecipato all’evento. Alcune altre centinaia hanno seguito l’evento in streaming curato dal FORUM GIOVANI DEL COMUNE ED IN PARTICOLARE DA CARLO BASILI. Ricordiamo che l’organizzazione magistralmente curata dal Comune di Capannori prevedeva la collaborazione della Rete Nazionale Rifiuti Zero e di GAIA (Global Alliance Incinerator Alternatives). Quella che è avvenuta è stata una vera e propria “INVASIONE PACIFICA” di persone da tutta Italia che accogliendo l’idea di uno week-end rifiuti zero sulla bellissima collina nord del Comune di Capannori ha partecipato al meeting. Sono arrivate da almeno 15 regioni italiane delegazioni di Comitati, Associazioni e Comuni. I Comuni che erano presenti in quanto già aderenti alla strategia Rifiuti Zero sono stati ACERRA , CARBONIA, AVIANO, ed il presidente dell’ASSOCIAZIONE DEI COMUNI VIRTUOSI egli stesso Sindaco.

Ma forse il dato più rilevante dopo quello già segnalato della partecipazione di attivisti ed esperti internazionali (almeno 15 persone) E’ STATA LA MASSICCIA PARTECIPAZIONE DA TUTTA ITALIA. Erano così presenti delegazioni e persone dalla VALLE D’AOSTA, da TORINO E DAL PIEMONTE, dalla LIGURIA e da GENOVA, da BRESCIA, da MANTOVA, da TRENTO, da TREVISO, da REGGIO EMILIA, da FERRARA, da PARMA, da RAVENNA, da FORLI’, DA TUTTE LE PROVINCE DELLA TOSCANA, da PERUGIA, da FABRIANO, da SASSOFERRATO dalla MARCHE, da CIVITAVECCHIA, dai CASTELLI ROMANI ED IN PARTICOLARE DA ALBANO, da ROMA, da RIETI, DA NAPOLI, da ACERRA, da ISCHIA, da SALERNO, da CATANIA e TRAPANI PER LA SICILIA, da CARBONIA DALLA SARDEGNA.

Il livello scientifico delle presentazioni (che cominciano ad essere disponibili su www.ambientefuturo.org ) è stato elevatissimo ed ha riguardato in modo indiscutibile I VANTAGGI ECONOMICI ED AMBIENTALI DERIVANTI DALLA APPLICAZIONE DELLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO SPECIALMENTE SE CONFRONTATA A DISCARICHE ED INCENERITORI. In particolare i contributi dei relatori “americani” Rick Anthony, Eric Lombardi e Jeff Morris HANNO DIMOSTRATO CHE NON E’ POSSIBILE PENSARE LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE SENZA INTRAPRENDERE LA “ROAD MAP” DI RIFIUTI ZERO. In particolare sia Anthony che Lombardi hanno dimostrato, riportando le esperienze concrete di molte città , I VANTAGGI ECONOMICI ED OCCUPAZIONALI derivanti dalla applicazione del percorso rifiuti zero. Comunque non sono stati da meno i contributi di ENZO FAVOINO, di ROBERTO CAVALLO, di ATTILIO TORNAVACCA che hanno “snocciolato” esempi in corso in Italia di “MIGLIORI PRATICHE”. In particolare Favoino, che già il 25 aprile in un incontro informale aveva attivato un confronto con gli esperti internazionali, ha sottolineato alcuni concetti chiave per l’applicazione corretta del LCA ( Life Cycle Assessment) articolata nel Lyfe Cycle Thinking che deve tener di conto in primo luogo i vantaggi complessivi derivanti dal recupero dei materiali biodegradabili. Infine interessantissimi gli interventi di MUSACCHIO E DI JOAN MARC SIMON ATTORNO ALLO SCENARIO di “riclassificazione” dell’incenerimento che al di là di valutazioni politiche che rimandano al voto imminente del Parlamento europeo richiede ulteriore mobilitazione da parte dei gruppi locali per evitare la vittoria della lobby dell’incenerimento. Sul fronte sanitario ambientale grande la passione e la preoccupata competenza della dottoressa oncologa PATRIZIA GENTILINI CHE HA RICHIAMATO LE AUTORITA’ PUBBLICHE AL RISPETTO DEL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE SULLA SCIA DELL’INSEGNAMENTO DI LORENZO TOMATIS. Così come sempre semplice e chiara , anche se politicamente un po’ pessimistica, è stata la presentazione del dottor STEFANO MONTANARI sugli effetti devastanti per la salute delle “nanopolveri” emesse non solo ma anche dagli inceneritori di “ultima generazione”. Come al solito ATTESISSIMO E PUNTUALE È STATO L’INTERVENTO IN TELECONFERENZA DI BEPPE GRILLO “reduce” dal V-DAY di Torino al quale (grazie alla collaborazione di AMBIENTE E FUTURO) ha PARTECIPATO PAUL CONNETT chiamando in causa, di fronte a circa 60.000 persone le “falsità” irresponsabili proferite dal professor Veronesi che ha affermato la non pericolosità degli inceneritori. GRILLO, che ha fatto i complimenti al Sindaco del Comune di Capannori GIORGIO DEL GHINGARO per il coraggio dimostrato nell’assumere con successo la strategia rifiuti zero ha riaffermato il suo sostegno alle battaglie portate avanti dai Comitati e dalle Associazioni contro gli inceneritori. Prossimi impegni scaturiti dal meeting riguardano UN INCONTRO EUROPEO PROMOSSO DA GAIA EUROPE PER IL PROSSIMO SETTEMBRE A BRUXELLES e una imminente riunione della Rete Nazionale Rifiuti Zero per partire nella campagna di richiesta di rimborsi contro i CIP 6. Insomma è EMERSA UNA GRANDE ENERGIA CHE DERIVA DAL “GIOCO DI SQUADRA” (al quale ha dato un contributo molto importante il giovane assessore all’ambiente ALESSIO CIACCI) una volta tanto operato tra Istituzioni “illuminate” (e in Italia ne esistono) e movimenti. SONO QUESTI SEGNI IMPORTANTI DA VALORIZZARE CHE POSSONO INFONDERE UN PO’ DI SPERANZA NELL’ITALIA DEL DECLINO. Per i primi commenti ed ulteriori informazioni vedi anche http://patrizialosciuto.blogspot.com/ .



APPELLO DI PAUL CONNETT A SOSTEGNO DI AMBIENTE E FUTURO

E’ addirittura Paul Connett a chiedere il sostegno economico alle battaglie di Ambiente e futuro. E lo ha fatto a lato del meeting europeo di Capannori con un video di PIER FELICE FERRI in cui la traduzione è avvenuta da parte di un interprete di eccezione quale PAOLO GUARNACCIA, tra gli attivisti più impegnati e lucidi del COORDINAMENTO SICILIANO CONTRO GLI INCENERITORI nonché ricercatore ed agricoltore biologico. Anche perché sempre più oberati da una difficile situazione economica vi invitiamo a vedere il video su www.ambientefuturo.org





Rossano Ercolini, Fabio Lucchesi, Pier Felice Ferri

lunedì 28 aprile 2008

CApannori verso rifiuti zero , risultati incredibili !!!

Documento a cura di Alessio Ciacci assessore Capannori


“A più riprese gli scienziati ci hanno avvertito che è in gioco la sopravvivenza della specie umana”
Don Lorenzo Milani “L’obbedienza non è più una virtù”


Acqua, Rifiuti ed Energia rappresentano tre questioni fondamentali per il futuro del nostro pianeta. Emergenze ambientali ed emergenze sociali aumentano laddove le politiche di governo del territorio non sono indirizzate a costruire una vera sostenibilità ambientale ed una maggiore giustizia sociale. Senza una partecipazione vera ed un aumento della coscienza collettiva sul valore dei beni comuni rischiamo di perdere il controllo di fattori determinanti il nostro benessere.
Il Comune di Capannori (LU), nel piccolo di un’esperienza comunale, sta cercando di affrontare con determinazione e coraggio queste sfide costruendo alternative che affrontino la sostenibilità anche attraverso una vera partecipazione.

Capannori è il primo Comune in Italia ad aver aderito alla “Strategia rifiuti zero”. Attraverso la delibera di adesione alla strategia “Rifiuti Zero” ci siamo posti l’obiettivo “di intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020 stabilendo per il 2008 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2011 il 75%” combinando questi obiettivi con un impegno costante mirato alla riduzione della produzione dei rifiuti.

Il nostro modello di sviluppo, improntato su uno spreco insostenibile di materie prime, di energia e sulla produzione di una quantità enorme di rifiuti, non può più essere definito “sostenibile”. Occorre ripensare in termini di “futuro possibile” il modo di vivere il rapporto uomo-ambiente vincolando le attività umane al massimo risparmio energetico e di materie prime.

La questione rifiuti ha dimostrato in questi anni la centralità del nostro stile di vita ed ha fatto emergere la problematica dello smaltimento di enormi montagne di scarti che la nostra società produce. Negli ultimi 15 anni la produzione di rifiuti in Toscana è aumentata ad un ritmo annuo di circa 100 mila tonnellate, ogni anno più di 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono in discariche o inceneritori.

In questi anni il Comune di Capannori ha dimostrato che l’aumento dei rifiuti non è più un dato immodificabile, ma solo un fattore che può essere governato con il coraggio di una politica che guarda alla sostenibilità e alla necessità di scelte coraggiose e concrete per un comune futuro possibile.

A Capannori abbiamo dunque voluto costruire una politica ambientale i cui punti fondamentali fossero essenzialmente due: SOSTENIBILITA’ e PARTECIPAZIONE.

Il primo elemento cardine su cui siamo intervenuti sul settore rifiuti è il sistema della raccolta. E’ ampliamente dimostrato che il sistema industriale e meccanizzato dei grandi mezzi e grandi cassonetti aumenta costantemente la produzione dei rifiuti e la raccolta differenziata rimane a livelli troppo bassi che non riescono a superare, se non in casi eccezionali, il 35% di differenziazione.

Il Comune di Capannori ed ASCIT hanno dunque avviato una completa riorganizzazione del servizio andando ad eliminare dal territorio tutti i cassonetti ed attivando la raccolta domiciliare “Porta a porta”, con la consegna a tutte le famiglie degli strumenti per la raccolta differenziata.

Questa scelta non ha rappresentato per noi solo una scelta tecnica di diversa gestione della raccolta dei rifiuti, ma è stata una scelta politica coraggiosa, una rivoluzione sia per l’azienda ASCIT che per tutte le famiglie a cui si è chiesto, con fiducia, un piccolo sforzo per contribuire a far sì che gli scarti non siano più un problema per l’ambiente, ma una risorsa che possa essere riutilizzata e riciclata.

Abbiamo investito in questa scelta come in una scelta per il FUTURO, l’unica possibile per raggiungere elevate percentuali di raccolta differenziata e per dimostrare che i benefici sono per tutti: per i cittadini, per l’ambiente, per i lavoratori, ed il decoro urbano.

Siamo stati dunque il primo Comune in Italia ad avviare una politica integrata sui rifiuti e sull’ambiente che non solo miri al necessario aumento della raccolta differenziata, ma che costruisca una strategia integrata per la riduzione dei rifiuti ed il loro riutilizzo, con un investimento immane nella partecipazione, nell’informazione e nella sensibilizzazione volto a raggiungere l’obiettivo “rifiuti zero”.

A Capannori il “Porta a porta” è un sistema ormai consolidato su oltre 26 mila dei 45 mila cittadini del comune di Capannori, con una raccolta differenziata che supera l’80% di differenziazione. Sono bastate queste cifre per far schizzare la raccolta differenziata a livello comunale oltre il 57% nel 2207. Con questi dati già dal 2006 Capannori è il PRIMO comune toscano per raccolta differenziata.

I RISULTATI

RISULTATO CONSOLIDATO NELLE 18 FRAZIONI SERVITE DAL “PORTA A PORTA” NEL MARZO 2008: 82% DI RACCOLTA DIFFERENZIATA.

PRIMA DEL PORTA A PORTA: Raccolta diff. 2004 a livello comunale: 37,37% di RD

DURANTE L’ESTENZIONE DEL PORTA A PORTA…
Raccolta differenziata 2006 (31% della popolazione servita): 53,66 di RD%
Già con questi dati dal 2006 Capannori è il primo comune in Toscana per raccolta differenziata!

Dal 4 Febbraio 2008 attivazione del servizio ad altre 11 frazioni del Comune. Popolazione servita 58,45%. Nel Marzo 2008 abbiamo raggiunto il 65% di raccolta differenziata a livello comunale.

Nei prossimi mesi il servizio sarà esteso ulteriormente andando a servire tutti o quasi i 45 mila abitanti e le 40 frazioni del Comune.
I VANTAGGI AMBIENTALI

Con la raccolta differenziata dal 2004 al 2007 abbiamo avviato a riciclaggio 56.861 tonnellate di rifiuti.

A Marlia e Lammari (le due frazioni più abitate servite dal porta a porta) abbiamo avviato a riciclo, dal Gennaio 2006 al Dicembre 2007, ben 8.288 tonnellate di rifiuti.
Dall’avvio del “Porta a porta”, grazie all’aumento della raccolta differenziata abbiamo ottenuto una riduzione dei rifiuti indifferenziati di oltre 10.000 tonnellate.

Grazie alla sola raccolta differenziata della carta nel 2007 abbiamo risparmiato:
- l’abbattimento di 100.000 alberi;
- il consumo di 2.85 milioni di litri di acqua;
- l’emissione di 9.100 tonnellate di CO2.

Per un termine di paragone 2,85 milioni di litri di acqua risparmiati equivalgono al risparmio idrico del consumo annuo di ben 31.647 cittadini.

Grazie al riciclo del vetro e della plastica, la mancata emissione in atmosfera di CO2 è stata pari a ben 821.200 kg. Grazie all’utilizzo di sfalci e potature si è ottenuto un risparmio di 1.074.500 kg di CO2.

Sommando questi dati si ottiene la mancata emissione di 1.904.800 tonnellate di CO2 in atmosfera, dato che coincide con il mancato consumo di 676.204 barili di petrolio.

I VANTAGGI ECONOMICI

Nel 2007 a Capannori sono state raccolte 15.723 tonnellate di materiale differenziato. In Provincia di Lucca il costo medio di conferimento dell’indifferenziato è di 160 euro alla tonnellata.
Se queste 15.723 tonnellate fossero finite nel circuito dei rifiuti indifferenziati sarebbero stati necessari ben 2.515.680,00 euro per il loro smaltimento.

La spesa di conferimento agli impianti di riciclaggio di queste 15.723 tonnellate è stata invece di 507.688 euro. Inoltre occorre considerare che la carta è una risorsa. Infatti dalla vendita delle 6.439 tonnellate di carta raccolta nel 2007, sono stati ricavati ben 340.010 euro

Andando dunque a sottrarre il costo di smaltimento dei materiali differenziati, al ricavo ottenuto con la vendita della carta, si ottiene un costo complessivo per le 15.723 tonnellate di rifiuti differenziati di 167.678 euro.

Se confrontiamo questo dato con il costo che sarebbe derivato dallo smaltimento nel ciclo dell’indifferenziato, il risparmio nel conferimento agli impianti è dunque pari a 2.348.000 nel solo 2007.

I VANTAGGI OCCUPAZIONALI

Un ulteriore elemento positivo dell’esperienza di raccolta domiciliare a Capannori è l’aspetto del lavoro. Il “porta a porta” necessita infatti di un numero più elevato di operatori. Dall’inizio del sistema di raccolta “Porta a porta” ad oggi ci sono state circa 30 nuove assunzioni. Questo non ha significato però maggiori costi perché questi sono stati compensati dai risparmi ottenuti dal mancato smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Questi risparmi li abbiamo investiti non solo in mezzi più piccoli ed ecologici ed in nuovo personale ma anche garantendo un risparmio sulla tariffa al cittadino.

I VANTAGGI PER I CITTADINI

Con i risparmi ottenuti dal non dover smaltire i rifiuti indifferenziati, oltre a coprire i costi delle nuove assunzioni, abbiamo riconosciuto una riduzione della tariffa ai cittadini. La riduzione è stata pari al il 20% sulla parte variabile.

Ai vantaggi legati alla riduzione della tariffa si aggiungono anche i vantaggi di un servizio di grande qualità, che oggi viene richiesto nelle frazioni dove non è ancora stato attivato. L’eliminazione definitiva dei cassonetti comporta inoltre un maggior decoro urbano e l’eliminazione di tante piccole discariche abusive che prima di formavano accanto ai cassonetti.

I cittadini di Capannori possono inoltre conferire qualsiasi tipologia di rifiuti presso due ISOLE ECOLOGHICHE che abbiamo realizzato con un sistema informatico che registra ogni conferimento ed attribuisce all’utente un punteggio registrandolo su una tessera magnetica. A fine anno il punteggio si trasforma in un bonus economico inviato con assegno direttamente a domicilio.

IL RICILAGGIO
Tutto il materiale raccolto in maniera differenziata è avviato a riciclo.

L’organico, in attesa di poterlo trattare in un nostro impianto che abbiamo in programma, viene inviato all’impianto di compostaggio di Montespertoli (FI) ed è poi destinato alla produzione del compost. Il Compost viene poi indirizzato verso tre filiere: l’utilizzo diretto in agricoltura, la commercializzazione alle aziende che producono terriccio ed un’ultima parte alle aziende che producono fertilizzanti.

La carta viene selezionata tra carta congiunta e selettiva, è venduta attraverso il consorzio COMIECO per il recupero della carta ed indirizzata alle aziende che poi producono cartone o carta riciclata.

Il mutlimateriale (vetro, plastica e lattine) è stato indirizzato all’impianto dell’azienda Revet di Pontedera, dove è stato selezionato ed avviato ai rispetti consorzi del riciclo.
La plastica viene suddivisa in 5 colori (trasparente, azzurrata, blu, verde e ad alta densità) al fine di valorizzarla al meglio nel mercato del riciclo.

Nemmeno gli scarti di questo processo di selezione vengono avviati a smaltimento perché sono riutilizzati dall’azienda per la produzione di pancali in materiale riciclato
LA RIDUZIONE DEI RIFUTI

La strategia “Rifiuti zero” verso cui ci stiamo indirizzando cerca di combinare riciclaggio, e dunque raccolta differenziata, con politiche mirate a prevenire e ridurre la produzione dei rifiuti.
Abbiamo dunque avviato politiche mirate a ridurre la produzione degli scarti cercando di legare buone pratiche ambientali con buone pratiche in campo sociale ed economico.

Circa il 30% dei rifiuti soldi urbani è composto dall’umido, la frazione organica.
Grazie ad una grande campagna per il Compostaggio Domenistico, iniziata fin dal 2005, abbiamo tolto dai rifiuti tonnellate di organico che sono andate direttamente nei terreni e negli orti, invece di finire nei cassonetti. Per incentivare questa buona pratica abbiamo riconosciuto un’ulteriore sconto del 10% sulla parte variabile della tariffa a tutti i cittadini che praticano l’autocompostaggio.
Grazie a questa politica oggi le utenze che hanno avviato il compostaggio domestico sono salite a 2023 nel territorio comunale.
Nel corso del 2007 abbiamo abbinato una grande campagna per l’autocompostaggio ad un verifica su una campione di quanti avevano finora aderito. I controlli hanno dimostrato che oltre il 96% dei casi stavano facendo in maniera corretta il compostaggio domestico.

Per sottolineare anche l’importanza dell’utilizzo dei materiali riciclati e di alimentare il mercato dei prodotti con materie prime seconde, il Comune di Capannori, primo in Toscana, ha adottato dal 2005 il sistema degli acquisti verdi, con un delibera di adesione alla procedura GPP (Green Public Procurement) tutti gli acquisti dell’ente comunale sono stati vincolati ad una procedura che selezioni i prodotti fatti dando una preferenza a quelli prodotti con materiale riciclato in modo da sostenere la domanda dei prodotti realizzati con un minor impatto ambientale e dimostrare che anche attraverso gli acquisti si può incidere.
Nel 2005 grazie al “ Green Public Procurement” il Comune di Capannori ha vinto il Premio “Toscana Ecoefficente”.

Oltre alla procedura per acquisti verdi abbiamo avviato un sistema interno al palazzo comunale che ha attivato la raccolta differenziata ed il recupero dei rifiuti speciali come, ad esempio i toner delle stampanti, che in questo modo possono essere rigenerati e avviati a nuova vita. Per questa politica abbiamo vinto nel 2008 il Premio “Comune Riutilizzatore”.

L’Italia è il paese Europeo con il maggior consumo di acque minerali. Un consumo che non è certo motivato dalla minor qualità delle acque di acquedotto bensì da una massiccia campagna pubblicitaria che ci induce all’acquisto dell’acqua al supermercato con costi superiori del 1000% rispetto a quella “pubblica” e con una qualità non certo migliore. L’acquisto di acque minerali comporta gravi conseguenze sull’ambiente per i rifiuti che producono ma anche per la grande circolazione di tir che attraversano l’Italia per trasportare l’acqua del Sud Italia al Nord e viceversa.
Con l’inizio dell’anno scolastico 2007 abbiamo deciso di sostituire progressivamente dalle mense scolastiche le acque minerali con l’utilizzo delle brocche di acqua del rubinetto. Questo ci fa risparmiare, solo dalle prime tre scuole da cui è partito il progetto, ben 8.500 confezioni di acqua minerale all’anno. Nel corso del 2008 altre scuole hanno aderito al progetto che stiamo estendendo a tutto il Comune.
Con lo stesso obiettivo di diminuire l’utilizzo delle acque minerali ma anche per valorizzare i luoghi delle fonti naturali presenti sul territorio come luoghi di “bene comune”, abbiamo costruito un percorso denominato: “La Via della Buona Acqua”. Il percorso valorizza la presenza delle fonti con una cartellonistica stradale e l’indicazione delle proprietà dell’acqua che ne sgorga e la garanzie dell’assoluta sicurezza nell’utilizzo.

Per la riduzione degli imballaggi ma anche per la valorizzazione della “Filiera Corta” abbiamo realizzato un distributore automatico del latte alla spina. Grazie a questo distributore:
- il cittadino potrà avere un latte più fresco, non trattato e più genuino,
- il latte sarà più economico perché con 1 euro si acquista 1 litro di latte fresco appena munto;
- all’allevatore viene riconosciuto più del doppio rispetto a quanto riconoscono le centrali del latte;
- il latte può essere acquistato con un proprio contenitore riutilizzandolo e risparmiando all’ambiente l’utilizzo dei contenitori “usa e getta”.
Grazie al distributore automatico del latte il comune di Capannori ha vinto anche nel 2008 il Premio “Toscana Ecoefficente”

Abbiamo inoltre costituito un tavolo con tutti i comitati paesani che organizzano le sagre (circa di 10 nel territorio comunale), e con loro abbiamo concordato un percorso che vada ad eliminare progressivamente l’utilizzo dello stovigliame “usa e getta” per i coperti. Le sagre che aderiranno a questo percorso avranno il marchio “Ecosagra” che sarà divulgato nel materiale pubblicitario dall’amministrazione comunale.

Grazie all’impegno del Comune di Capannori l’ATO Due Rifiuti della Provincia di Lucca ha avviato un grande lavoro sulla riduzione dei rifiuti che ha coinvolto 28 dei 35 comuni della provincia nella firma di un Protocollo d’Intesa per la riduzione dei rifiuti.
Grazie alla collaborazione con l’ATO Due Capannori ha avviato un tavolo di discussione con la grande distribuzione per avviare iniziative specifiche volte a incrementare l’utilizzo dei distributori automatici dei detersivi così come il recupero della merce invenduta.


LA PARTECIPAZIONE

L’elemento centrale di tutte queste politiche ed in primis dell’avvio del “porta a porta” è stata ed tuttora è la partecipazione.
La chiave del successo di questa esperienza è stata proprio il consenso della popolazione. Un consenso che non è stato scontato ma che abbiamo condiviso con la cittadinanza in decine e decine di assemblee. Sale comunali, bar, sale parrocchiali, circoscrizioni, condomini, ovunque abbiamo svolto assemblee pubbliche sul tema rifiuti. In quei momenti d’incontro abbiamo condiviso la complessità della problematica rifiuti, la necessità di una maggiore differenziazione ed abbiamo portato una proposta concreta e con vantaggi per tutta la collettività.

Per la distribuzione del materiale (saccheti e bidoncini), delle istruzioni per effettuare la separazione, abbiamo fatto una convenzione specifica con le associazioni del territorio (Associazione per Lammari, Legambiente, Centro culturale di Tassignano…) che, con un nostro piccolo incentivo per ogni famiglia visitata, hanno inviato i loro volontari in ogni casa, abitazione e condominio per spiegare a tutti il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti. Una politica che è cresciuta dal basso, che ha ascoltato e coinvolto migliaia di cittadini, e che ha visto il successo grazie alla loro vera partecipazione.

Il “porta a porta” chiede inevitabilmente un impegno a tutti, impone un cambio di abitudini, un piccolo sforzo, ma permette di avere molto. Innanzi tutto un ambiente più pulito, privo di cassonetti e delle minidiscariche che questi spesso attirano, un maggior decoro, una maggiore consapevolezza, una maggiore responsabilità che il differenziare ci insegna.
Contro la cultura dell’usa e getta e dello spreco e dell’abbandono, il porta a porta aiuta ad insegnarci che i nostri comportamenti hanno un effetto immediato sull’ambiente e sta a noi cittadini fare per primi la nostra parte. Dall’altra parte l’amministrazione riconosce ai cittadini uno sconto sulla tariffa e la prospettiva, quando il “porta a porta” sarà diffuso a tutto il territorio comunale, è quella di cambiare il sistema tariffario in modo da collegare la tariffa alla produzione effettiva di rifiuto indifferenziato.

La politica è tale se riesce a maturare consapevolezza, se alimenta la partecipazione, se fa crescere la democrazia ed il protagonismo delle comunità Unire queste urgenze di partecipazione all’urgenza di salvare il nostro ambiente dal degrado e dall’insostenibilità è la prima missione di un buona amministrazione.
L’utopia non è infatti un mero sogno di pochi idealisti ma può essere declinata in scelte quotidiane e di responsabilità che coinvolgono ed aggregano le comunità locali nella costruzione di un migliore futuro possibile.

Per contatti:
Assessore all’Ambiente del Comune di Capannori
Alessio Ciacci

Paizza Aldo Moro,1 55012 Capannori (LUCCA)
Mail a.ciacci@comune.capannori.lu.it
Tel 3291718456

I ringraziamenti vanno innanzi tutto ad Eugenio Baronti Assessore all’Ambiente del Comune di Capannori dal 2004 al luglio 2007, oggi Assessore della Regione Toscana, che ha avviato questa esperienza portandola alle eccellenze che oggi stanno crescendo sempre più e al Sindaco Giorgio Del Ghingaro che ha seguito con grande attenzione e partecipazione questo processo di cambiamento. Grazie anche al Presidente ASCIT Tiziano Bianconcini e all’ex presidente Carlo Pienotti, al Direttore Lorenzo Matteucci e al responsabile raccolte differenziate Alessandro Bianchi, così come a tutto lo staff ma soprattutto agli operatori che sono i primi protagonisti di questo importante cambiamento. Senza di loro, senza la loro passione, ed il proficuo rapporto che hanno costruito con la cittadinanza tutto questo non sarebbe stato possibile.
Un doveroso e sentito ringraziamento anche alla Provincia di Lucca, ed in particolare all’Assessore all’Ambiente Maura Cavallaro che in questi anni ha sostenuto ed aiutato con determinazione la raccolta differenziata “porta a porta”.

SCHEDA TECNICA
Questa scheda è stata aggiornata e curata dall’attuale Assessore all’Ambiente del Comune di Capannori Alessio Ciacci.

COMUNE DI CAPANNORI

Popolazione: 45000 abitanti in 40 Frazioni

Azienda: ASCIT SpA servizi ambientali, completamente pubblica
Presidente: Tiziano Bianconcini
Direttore: Ing. Lorenzo Matteucci
Reposnsabile Raccolta Differenziata: Alessandro Bianchi

Frazioni coinvolte dal “Porta a porta”:

- Guamo dal 1 Febbraio 2005 (600 abitanti)

- Lammari e Marlia dal 1 Febbraio 2006 (9.920 abitanti e 610 utenze non domestiche)

- Guamo, Coselli, Badia di Cantignano, Vorno, Verciano dal 6 Novembre 2006 (3.300 abitanti e 360 utenze non domestiche)

- Capannori, Lunata, Santa Margherita, Carraia, Pieve San Paolo, Toringo, Paganico, Tassignano, dal 4 Febbraio 2008 (12.330 abitanti e 800 utenze non domestiche)

Totale numero abitanti coinvolti: 26.150
Numero Famiglie: 10.100
Numero utenze non domestiche: 1.770

Percentuale popolazione servita: 58,45%

Utenze che attuano l’autocompostaggio domestico: 2.023

SISTEMA DI RACCOLTA
Sistema di raccolta a domicilio, integrale, senza cassonetti per nessuna tipologia di rifiuto filo strada. Tipologia di rifiuti raccolti in modo differenziato: Carta e cartone, multimateriale (vetro, plastiche, tetrapak, barattoli in metallo, scatolette, buste in plastica vaschette alimenti ecc.) organico e verde, sfalci e potature, ingombranti, oli esausti, assimilati per tutte le utenze non domestiche.

ORGANICO:
1 Bio-pattumiera aereata abbinata a Sacchetti in mater-bi
1 contenitore colore marrone di 25 litri con chiusura antirandagismo per deposito dei sacchetti in mater-bi.
CARTA:
1 cestone in plastica bianco

MUTIMATERIALE
1 contenitore di colore blu abbinato ad un Sacco in polietilene di colore blu da inserire nel contenitore
1 contenitore per gli olii esausti di cucina.

INDIFFERENZIATO

Sacco in polietilene di colore grigio neutro trasparente per la raccolta del rifiuto indifferenziato.

Sacco colore viola per la raccolta dei pannoloni per anziani e pannolini per bambini.
Contenitore “SANGENIC” dotato internamente di una ricarica di sacchetti, consente una volta inserito il pannolino di sigillarlo, viene consegnato a tutte le famiglie che hanno un bambino di età inferiore agli 8 mesi.

Tutti i contenitori e i sacchetti sono distribuiti a domicilio gratuitamente agli utenti.

Calendario settimanale ritiri:
• 3 ritiri per l’organico,
• 2 ritiri per il multimateriale
• 1 ritiro per carta e cartone
• 1 ritiro per indifferenziato

inoltre:
• ritiro gratuito a domicilio su prenotazione per gli ingombranti
• ritiro mensile per olii esausti
• ritiri personalizzati e supplementari per pannoloni e pannolini
• ritiri supplementari su prenotazione delle potature e sflalci.


RISULTATO CONSOLIDATO nelle frazioni servite dal “Porta a porta” 82% DI RACCOLTA DIFFERENZIATA.

Raccolta differenziata 2005: 37,37% (dato complessivo intero territorio comunale prima della partenza del porta a porta).

Raccolta differenziata 2006: 53,66% (dato complessivo raccolta differenziata intero comune con il 32% della popolazione coinvolta dal porta a porta)

Dal 4 Febbraio 2008 la popolazione servita è passata al 58,45% e la raccolta differenziata a livello comunale dal mese di Marzo 2008 è salita al 65%.

Dall’avvio del “Porta a porta” abbiamo ottenuto una riduzione dei rifiuti indifferenziati conferiti in discarica di ben 9.638 tonnellate;

Nel 2007 a livello comunale sono raccolte sia con il sistema tradizionale sia con il porta a porta:

15.782 tonnellate di materiale differenziato
14.349 tonnellate di indifferenziato

Il costo medio di conferimento dell’indifferenziato nella nostra provincia è di 160 euro alla tonnellata di RSU

Grazie alla raccolta differenziata abbiamo avuto nel 2007 questi risultati economici:

ORGANICO
Costo di conferimento impianto di Compostaggio: euro 79,00 ton. 3.931 ton. Euro 310.549,00
POTATURE E SFALCI Costo conferimento: 41,00 1.535 ton Euro 62.935,00
MULTIMATERIALE Costo conferimento: 7,74 euro ton. 2.053 ton. Euro 15.890,22
INGOMBRANTI costo conferimento: 67,14 euro ton 411 ton Euro 27.594,54
ASSIMILATI Costo conferimento: 120 euro ton 756 ton Euro 90.720,00

Costo conferimento totale Euro 507.688,76
FERRO Ricavo dalla raccolta (23 euro/ton.) 598 ton. Euro 13.754,00
CARTA SELETTIVA Ricavo dalla raccolta ( euro 90,98 ton) 2.687 ton Euro 244.463,26
CARTA CONGIUNTA Ricavo dalla raccolta ( euro 21,80 ton) 3.752 ton Euro 81.793,60
TOTALE RACCOLTA DIFFERENZ. 15.723 ton. Euro 340.010

Nella provincia di Lucca per conferire 15.723 tonnellate di RSU sono necessari 2.515.680 euro (le 59 tonnellate di differenza tra il totale del differenziato della tabella e il totale generale riportato sopra, sono dovuti a tutta una serie di tipologie diverse di rifiuto che non abbiamo conteggiato per ragioni di semplificazione)

La spesa di conferimento agli impianti di riciclaggio del materiale differenziato di 15.723 tonnellate è di euro 507.688, se si considera i 340.010 euro di ricavo dalla carta, cartone e ferro si ha un costo complessivo di conferimento del materiale differenziato di 167.678 euro.

Il risparmio di conferimento è stato per l’anno 2007 di 2.348.000 euro

Con queste risorse abbiamo potuto autofinanziare il passaggio al nuovo sistema

Occorre sottolineare che per quanto riguarda la frazione organica è in previsione la realizzazione di un impianto di compostaggio di qualità a Capannori e questo porterà ad un ulteriore abbattimento dei costi. Oggi il nostro materiale organico viene inviato all’impianto di compostaggio di Montespertoli. Per il multimateriale grazie ad una richiesta cresciuta e diversificata potremmo addirittura in futuro avere non più costo zero di conferimento ma addirittura un ricavo anche da questa tipologia di rifiuto

mercoledì 23 aprile 2008

La crisi del grano

Il costo del grano, del riso, della soia sta crescendo. Il valore delle azioni delle aziende che producono biocarburanti aumenta. I campi producono etanolo al posto del pane. Il cibo crea energia meccanica, non più umana. Le macchine vengono sfamate, i poveri del mondo tirano la cinghia.


Grafici aumento prezzo del cibo e della produzione di biocarburanti (fonte FT)

Il biocarburante genera un surplus azionario per le aziende dell’energia. L’assenza di cibo crea invece i morti di fame. Un mondo senza morti di fame sarà un mondo ecologico. Un primo mondo sviluppato senza la palla al piede delle Nazioni in via di sviluppo. Senza il secondo, il terzo e il quarto mondo. Una diminuzione demografica è necessaria per lo sviluppo del PIL. Meno bocche da sfamare e più energia per tutti. La rivolta del pane e l’assalto ai forni stanno ritornando di moda. I poveri non vogliono morire di fame in silenzio. Sono i soliti no global.
Molti Paesi hanno imposto restrizioni all’esportazione di prodotti agricoli. L’Argentina, l’Egitto, l’Ucraina. L’erba del vicino, se è più verde, se la tiene lui. In 30 Stati ci sono stati disordini per l’aumento del prezzo dei cereali. Di solito domanda e offerta hanno lo stesso andamento. Per i cereali non è così. Negli ultimi anni la domanda è cresciuta dell’8%, il prezzo è aumentato del 50%. E’ la globalizzazione dei morti di fame. Al contadino non far sapere quanto vale il biodiesel senza pere. Se lo sa, lo vende a prezzo maggiorato. Se non lo sa, la multinazionale gli compra i campi.
Le nazioni più povere importano cereali per sfamarsi. Se una parte della loro produzione è gestita dalle multinazionali dell’energia il prezzo della fame sale insieme alla Borsa. Giro, giro tondo, cade il mondo, cade la terra, salgono i dazi, cresce la fame, l’azione si impenna. Tutti giù per terra.

mercoledì 16 aprile 2008

La Rai si accorge di Capannori

LA RAI SI ACCORGE DELL’ADESIONE DEL COMUNE DI CAPANNORI ALLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO ED INVIA LA TROUPE DI “COSTUME E SOCIETA” DELLA “DUE”.



Anche la RAI ( che in questi mesi ha “disinformato” sulla tragedia di Napoli) è rimasta incuriosita dalla adesione di Capannori non solo e non tanto al sistema “porta a porta” quanto alla STRATEGIA INTERNAZIONALE RIFIUTI ZERO. Cosi’ una troupe della rubrica della rete 2 “costume e società” ha oggi visitato il Comune intervistando Sindaco, Presidente di ASCIT, il coordinatore dell’Osservatorio “rifiuti zero” e naturalmente la gente coinvolta nel porta a porta. E’ UN BEL SEGNALE CHE CONFERMA UN’ATTENZIONE SPECIALE AL MEETING INTERNAZIONALE RIFIUTI ZERO CHE IL COMUNE HA VOLUTO PER IL 26-27, ORGANIZZATO IN COLLABORAZIONE CON LA RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO E CON GAIA (Global Alliance Incinerator Alternatives) E CON IL PATROCINIO DELLA REGIONE TOSCANA E DELLA PROVINCIA DI LUCCA.

Altri segnali importanti arrivano dalla conferma di DELEGAZIONI UFFICIALI provenienti dai COMUNI CHE AD OGGI CON IL COMUNE DI CAPANNORI HANNO ASSUNTO L’IMPEGNO DI “AZZERARE” I RIFIUTI ENTRO IL 2020 e che saranno presenti ai lavori del meeting. Stiamo parlando dei Comuni di ACERRA, di CARBONIA e di AVIANO. Nello stesso tempo si conferma la partecipazione di delegazioni provenienti dai Paesi europei ed in particolare dalla SCOZIA ( sarà presente una delegata dei CAT’s- Comunità Contro i Rifiuti Tossici del Regno Unito), dalla FRANCIA ( sarà presente una delegata del CNIID- Centro Nazionale Indipendente per la Gestione dei Rifiuti), dalla POLONIA, dalla CROAZIA e dal BELGIO tutti attivisti appartenenti a GAIA EUROPE.

Per quanto riguarda il contesto nazionale sono già sicure delegazioni da TORINO, REGGIO EMILIA, FERRARA, ROMA, CIVITAVECCHIA, BRESCIA, MANTOVA, FABRIANO, PESARO, TRAPANI, CATANIA solo per rimanere nell’ambito dei gruppi aderenti alla RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO. Ricordiamo che chi volesse partecipare può consultare www.ambientefuturo.org dove si può trovare il programma del meeting corredato da un elenco delle strutture ricettive . E’ inoltre a disposizione anche il sito web del Comune www.comune.capannori.lu.it dove reperire altre preziose informazioni. Inoltre, ancora su www.ambientefuturo.org sono a disposizione le slides (interessantissime) delle presentazioni di JEFF MORRIS e di RICK ANTHONY. Oltre al meeting vero e proprio sono in previsione anche “incontri informali” tra gli ospiti europei , americani ed italiani su temi tecnico-scientifici di rilevante attualità anche politica inerenti il RECENTE VOTO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO ( il Parlamento sta rivedendo anche la normativa IPCC) sulla preoccupante “riclassificazione” dell’incenerimento nell’ambito della nuova normativa comunitaria sui rifiuti e riguardanti l’APPLICAZIONE DELLA PROCEDURA DI LCA ( Life Cycle Assessment) che in molti in Europa vorrebbero sostituire con un più malleabile “Life Cycle Thinking”.

Inoltre il FORUM GIOVANI del Comune di Capannori ( di cui il Presidente è CARLO BASILI tra l’altro il webmaster del sito www.ambientefuturo.org) TRASMETTERA’ L’EVENTO CAPANNORESE IN STREAMING dal sito del Comune www.comune.capannori.lu.it permettendo potenzialmente un vasto uditorio ai temi del meeting . Ricordiamo che come da programma il 27 mattina intorno alle ore 11 E’ PREVISTO ANCHE UN INTERVENTO IN VIDEOCONFERENZA DI BEPPE GRILLO che anche a seguito del risultato elettorale si prefigura atteso e importante.



Sullo sfondo delle tappe di avvicinamento al meeting CI SONO ALTRE NOTIZIE MOLTO POSITIVE PROVENIENTI DAL PERCORSO VERSO RIFIUTI ZERO INTRAPRESO DAL COMUNE DI CAPANNORI. AD UN MESE DALL’AVVENUTA ESTENSIONE DEL PORTA A PORTA AD ALTRE 6 FRAZIONI (portando ad un totale di 27000 abitanti su 45000 dell’intero Comune coinvolti nel porta a porta) i risultati di RD nelle zone “porta a porta” si confermano dell’82% (81,96%) PORTANTO LA MEDIA DI RD SU TUTTO IL COMUNE AL 65%. In appena due anni, con la generalizzazione del porta a porta la RD E’ PASSATA DAL 34% DEL 2005 AL 65% di questi giorni. E questo percorso ha comportato 40 NUOVI POSTI DI LAVORO E RISPARMI ECONOMICI PER IL COMUNE. Entro la fine del 2008 il porta a porta VERRA’ ESTESO A TUTTA LA POPOLAZIONE. NON E’ MALE PER UN COMUNE DOVE LA REGIONE TOSCANA NEL ’95 VOLEVA COSTRUIRE UN INCENERITORE POI SCONFITTO DALLE LOTTE DELLE POPOLAZIONI. ALTRO CHE SINDROME NIMBY! SE L’INCENERITORE NON FOSSE STATO SCONFITTO, CAPANNORI NON SAREBBE CERTO STATO IL COMUNE “RICICLONE” DELLA TOSCANA E IL PRIMO COMUNE IN ITALIA AD INTRAPRENDERE IL PERCORSO RIFIUTI ZERO.

LE “MIGLIORI PRATICHE” CHE CI PORTANO “FUORI DALLA INQUINANTE LOGICA DELL’INCENERIMENTO” ESISTONO E L’ESEMPIO IN CARNE ED OSSA DELL’ESPERIENZA DEL COMUNE DI CAPANNORI LO DIMOSTRA.



SU QUESTE BASI MARTEDI 22 APRILE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA TERRA VERRA’ UFFICIALMENTE PRESENTATO ALLA STAMPA IL PROGRAMMA DEL MEETING. SIAMO SICURI CHE “FARA’ NOTIZIA”.



Rossano Ercolini, Fabio Lucchesi, Pier Felice Ferri